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Dakar e Isola di Gorè

La Mia Africa


Più passa il tempo e più mi accorgo che un viaggio in Africa "non si deve preparare", bisogna partire e come dicono i locali "In Shallah Allah" giorno per giorno affrontarlo sapendo da subito che l'itinerario è facile che venga cambiato, il budget venga sforato e che tutto quello che era stato minuziosamente preparato può subire variazioni incredibili: è detto però che non cambia il fascino di questo paese ed un viaggio in Africa con un proprio mezzo bisogna viverlo.

Purtroppo non ho calcato le strade del deserto Senegalese con la mia moto, ma in progetto esiste a brevissimo un tour che verrà reso pubblico e che mi condurrà con la mia ADVENTURE in Namibia a portare solidarietà e a vivere, condividere delle esperienze irripetibili insieme a persone con una dose di spirito avventuroso e di amore verso il prossimo che presto conoscerete.

Con il Senegal si entra nell'Africa vera, nella cosidetta Africa nera, quella dei paesaggi incredibili, dei colori intensi così come i profumi; le strade molto belle attraversano scene e scenari di vita quotidiana che ti porterebbero a guidare per mille km. Si attraversano paesaggi vivacissimi, la gente è cordiale, disponibile ed interessata nella giusta maniera. Non tutti hanno piacere di essere fotografati ed è bene chiedere prima.

I cartelli con su scritto Dakar creano sensazioni indescrivibili, il pensiero passa al mitico rally che ogni anno arriva al Lake Rose. Dakar, città caotica all'inverosimile con molti ambulanti insistenti che ti offrono qualsiasi merce e servizio.

Ho visitato l'isola di Gorée, sita a 3 km. da Dakar: un traghetto 3 volte al giorno trasporta passeggeri sull’isola, tristemente famosa perché da qui mezzo secolo fa salpavano per l'America navi cariche di schiavi. E' un luogo molto tranquillo, di strade non asfaltate e senza traffico; rispetto alla vicinissima Dakar il tempo qui sembra si sia fermato. Tra quelle strade, viuzze e vicoli sembra quasi che si odano le grida dei disperati che venivano ammassati in luoghi stretti e buii.

Qualcuno ha scritto che si possono percorrere milioni di km. in una sola vita senza mai scalfire la superficie né imparare nulla dalle genti appena sfiorate. Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare ed è per questo che la quotidianità è e rimane la peculiarità di tutti i miei viaggi.

Poche devono essere le righe, le immagini hanno un vantaggio rispetto a qualsiasi report o fiumi di lettere, parlano da sole.

Vi suggerisco di non soffermarvi solo sui bellissimi panorami ma provate a guardare gli occhi di chi li mette a nudo, entrate dentro di essi e navigherete verso lidi che vi rapiranno l'anima.

Buona navigazione.


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